Auto endotermiche dopo il 2035: un altro sì dall’Europa


Data inizio: 04-11-2026 - Data Fine: 04-01-2027


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Nuovo passo avanti nel processo di approvazione di alcune normative comunitarie che interessano l'industria dell'auto europea.

Lo sviluppo più importante riguarda la revisione dei regolamenti sulle emissioni, con il famoso bando delle vetture endotermiche nel 2035. A questa si aggiungono ulteriori sviluppi su temi di particolare rilievo, come gli obblighi di elettrificazione delle flotte aziendali e l'introduzione della nuova categoria di veicoli finora nota come E-Car, il termine usato dalla Commissione UE per indicare una nuova tipologia di automobili a batteria prodotte nel blocco comunitario.

 

Emissioni: ok alla proposta della maggioranza Ursula

Partiamo dalla questione delle emissioni, con il relativo allentamento dei requisiti imposti alle Case automobilistiche.

La commissione Ambiente (ENVI) ha adottato con 48 voti a favore, 30 contrari e 2 astenuti la sua posizione sui nuovi standard sulla base del compromesso politico raggiunto nelle scorse settimane dai partiti della cosiddetta maggioranza Ursula, ossia Partito Popolare Europeo (PPE), Socialisti e Democratici (S&D) e Renew.

Per le autovetture, si propone di abbassare l'obiettivo di riduzione delle emissioni per l'intera flotta al 2035 dal 100% all'87,5%, ossia al 95% comprendendo un 7,5% coperto dall'impiego di acciaio a bassa impronta carbonica prodotto nell'UE. Il restante 5% resta incondizionato, il che lascia aperta la porta alla possibilità di immatricolare automobili con motore a combustione senza alcun obbligo di compensazione.

La Commissione, invece, aveva proposto di abbassare l'obiettivo al 90%, con il restante 10% condizionato all'uso di acciaio verde e carburanti rinnovabili.

Per i furgoni, gli eurodeputati propongono un obiettivo di riduzione del 35% entro il 2030, rispetto al 40% previsto dal testo della Commissione e al 50% stabilito dalle norme vigenti. L'obiettivo per il 2035 scenderebbe dal 100% all'80% (in questo caso, potrebbero essere utilizzati crediti per l'acciaio a basse emissioni di carbonio, entro un limite del 7,5%).

Dall'entrata in vigore delle norme e fino alla fine del 2034, i crediti relativi all'acciaio a basse emissioni di carbonio potranno essere conteggiati per un massimo del 3% ai fini del raggiungimento di specifici obiettivi sia per le auto sia per i furgoni.

Viene anche proposta la creazione di una nuova categoria di "veicoli alimentati esclusivamente con carburanti ammissibili" (VEEF), ossia vetture e veicoli commerciali leggeri alimentati solo da combustibili rinnovabili e a basse emissioni. Inoltre, i deputati chiedono che nella definizione di "veicoli a emissioni zero" vengano inclusi non solo i mezzi con emissioni di CO2 allo scarico pari a zero, ma anche quelli della nuova categoria.

Vengono confermate le indicazioni iniziali su una riformulazione dei supercrediti per le e-Car. Infatti, nel calcolo delle emissioni medie di ogni costruttore, i veicoli elettrici di piccole dimensioni (con una lunghezza massima di 4,2 metri e prodotti nell'UE) verrebbero conteggiati come 1,4 veicoli, mentre quelli ad alta efficienza (prodotti nell'UE e conformi a rigorose soglie di consumo di energia elettrica) come 1,2. Inoltre, se i veicoli sono immatricolati nell'ambito di un programma di leasing sociale, i moltiplicatori verrebbero aumentati di 0,1, arrivando rispettivamente a 1,5 e 1,3. I furgoni elettrici prodotti nell'UE verrebbero conteggiati come 1,2 veicoli dall'entrata in vigore della normativa fino alla fine del 2034 e come 1,4 veicoli a partire dal 2035.

Per il relatore Massimiliano Salini, la posizione adottata dalla commissione rappresenta "una svolta per l'industria automobilistica europea: rimarrà possibile immatricolare auto con motore a combustione senza obblighi di compensazione, tutelando la libertà tecnologica e ripristinando le prospettive per l'intera filiera". "La decarbonizzazione non significa imporre un'unica tecnologia: riconosciamo come a zero emissioni anche i veicoli alimentati esclusivamente da carburanti rinnovabili conformi alla direttiva sulle energie rinnovabili, analogamente a quelli elettrici. L'acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto in Europa potrebbe essere utilizzato immediatamente, premiando la produzione europea e rafforzando l'autonomia strategica dell'Unione", aggiunge Salini.

Il testo, alla base del mandato per i negoziati con i governi dei Paesi membri, sarà sottoposto a dicembre al voto della plenaria del Parlamento europeo.

 

Nuovi requisiti per le flotte aziendali

Sempre a dicembre sarà votata un'altra posizione negoziale, quella sulle modalità per accelerare la quota di veicoli a zero o basse emissioni nelle flotte aziendali. In questo caso hanno votato congiuntamente due commissioni, Trasporti e Ambiente.

La bozza di regolamento, approvata con 89 voti favorevoli, 29 contrari e quattro astensioni, riguarda auto e furgoni aziendali immatricolati da grandi imprese nei Paesi dell'UE con più di 250 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro. Non si applica ai mezzi speciali, come quelli utilizzati dalla protezione civile, dalle forze di polizia o dai militari.

I deputati chiedono che il regolamento stabilisca obiettivi ambiziosi per ciascuno Stato membro dell'UE in merito alla quota di veicoli a zero o basse emissioni nelle nuove immatricolazioni aziendali, da raggiungere entro il 2030 e il 2035, con percentuali comprese tra il 67% e il 95%.

A titolo di esempio, la proposta della Commissione prevedeva per il 2035 quote obbligatorie dal 56% al 95% solo per i veicoli a zero emissioni.

Le commissioni hanno anche proposto di concedere ai governi la libertà di determinare la combinazione più appropriata di misure di sostegno e agevolazioni necessarie per raggiungere tali obiettivi, tra cui tariffe di pedaggio stradale più favorevoli e il miglioramento delle infrastrutture di ricarica. A ciascun Paese viene poi chiesto di "elaborare, attuare e aggiornare periodicamente, entro il 2028, piani nazionali per l'adozione di veicoli aziendali a zero o basse emissioni", comprensivi di "valutazioni sull'andamento del mercato, sui regimi fiscali, sulle politiche e sulle misure adottate".

I deputati auspicano inoltre che la Commissione pubblichi linee guida UE che "elenchino e valutino le migliori prassi, tenendo conto delle specifiche caratteristiche operative, tecniche ed economiche delle flotte aziendali" e che, a partire dal 2032, i vari Paesi non forniscano "alcun sostegno finanziario per auto e furgoni aziendali, ad eccezione di quelli a zero o basse emissioni".

Inoltre, qualsiasi incentivo dovrà essere concesso solo a mezzi "prodotti nell'Unione europea", secondo il principio "che sarà definito nell'ambito dell'Industrial Accelerator Act" (IAA).

E-Car, sicurezza ed Euro 7: cosa prevede il pacchetto Omnibus

Infine la terza questione, che sarà votata sempre a dicembre. Le commissioni Ambiente, Mercato interno e Trasporti hanno adottato, con 105 voti a favore, 39 contrari e 21 astensioni, la proposta di semplificazione "Omnibus" per l'industria automotive.

Una delle disposizioni riguarda proprio le e-Car citate nelle precedenti posizioni. I deputati hanno concordato di introdurre la nuova categoria di "veicoli elettrici di piccole dimensioni": autovetture con una lunghezza massima di 4,2 metri prodotte nell'UE, sempre secondo il principio da definire con l'IAA. Questa categoria dovrà essere accompagnata dalle nuove definizioni di "veicoli elettrici ad alta efficienza" - auto prodotte nell'UE secondo rigorose soglie di consumo di energia elettrica - e di "furgoni a emissioni zero prodotti nell'UE", oltre che dal già citato meccanismo dei supercrediti.

Le commissioni introducono inoltre diversi nuovi requisiti di sicurezza per auto e mezzi da lavoro fino a 3,5 tonnellate, per esempio sistemi di rilevamento della presenza di bambini e maniglie delle portiere apribili sia dall'interno sia dall'esterno in caso di emergenza, e propongono una serie di misure per ridurre gli oneri amministrativi e i costi per i costruttori.

Tra le altre cose, si chiede alla Commissione di adottare entro il 31 dicembre 2027 requisiti tecnici di interoperabilità con l'infrastruttura di ricarica e la rete elettrica; di esentare i furgoni elettrici tra 3,5 e 4,25 tonnellate dall'obbligo di installare dispositivi di limitazione della velocità; di introdurre il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni nazionali per la sperimentazione e l'impiego di veicoli automatizzati e l'armonizzazione dei requisiti minimi; di lasciare invariato fino al 2029 l'utility factor delle ibride plug-in di produzione comunitaria, aggiornandolo dal 2030 sulla base dei dati di guida reali; di posticipare di 18 mesi l'applicazione degli standard Euro 7 per i camion, che entrerebbero in vigore il 29 maggio 2028.




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