Il progetto nasce con l'idea di tradurre in spazi abitativi i valori Maserati, creando esperienze e ambienti capaci di rifletterne pienamente lo spirito, "con la stessa cura e la stessa attenzione al dettaglio che guidano la creazione di ogni nostra GranTurismo", spiega la Casa di Modena in una nota. L'operazione si inserisce nel segmento delle branded residence, in costante crescita a livello globale, nel quale il valore di una proprietà dipende sempre di più dall'identità del marchio che la firma.
Il linguaggio degli interni, spiega il responsabile del design Klaus Busse, applica i "tre principi del design Maserati": performance, che definisce la funzione degli ambienti; presenza, che dà a ciascuno un carattere; e provenienza, cioè la cultura e l'artigianalità italiane. Per il ceo Santo Ficili, il progetto rappresenta "un nuovo capitolo" che porta il marchio in un ambito definito "una naturale estensione" del suo universo.
Cristiano Fiorio, direttore marketing e responsabile di Bottegafuoriserie, definisce Casa Maserati "un'evoluzione significativa nell'architettura del brand", da affiancare ai mondi già esistenti di Maserati Classiche, Corse e Fuoriserie, e un modo per "rafforzare il valore, la desiderabilità e il prestigio del marchio a livello internazionale".
L'operazione segue la strada già percorsa da altri nomi dell'auto di fascia alta: Aston Martin, Bentley, Mercedes-Benz, Porsche, Pagani, Lamborghini e Bugatti hanno infatti già lanciato progetti residenziali di lusso con il proprio marchio in località come Miami, New York e Dubai.