Filosa: Stellantis pronta a fare squadra con le altre Case, ma l'Ue deve sbrigarsi


Data inizio: 12-10-2026 - Data Fine: 12-12-2026


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Il comparto automobilistico europeo sembra compattarsi in vista di importanti appuntamenti a livello comunitario. Antonio Filosa, ad di Stellantis, ha condiviso l'invito rivolto alle istituzioni Ue dai suoi omologhi di Volkswagen, Oliver Blume, e di Renault, François Provost, ad agire rapidamente per chiudere importanti questioni come la revisione delle norme sulle emissioni o la normativa sulle E-Car.

Durante una tavola rotonda al Salone dell'Auto di Parigi, è stato chiesto a Filosa se fosse d'accordo con l'appello dei rivali a fare squadra per difendersi dalla minaccia cinese. La risposta del manager napoletano è stata inequivocabile: "Sì, assolutamente sì. Sono favorevole a sviluppare insieme tematiche comuni e difenderle insieme nelle sedi in cui dobbiamo farlo".

"I tempi devono essere rapidi"

In particolare sono due le tematiche comuni di riferimento. "La prima è che in Europa abbiamo la necessità di recuperare rapidamente competitività. Questa competitività può arrivare attraverso importanti flessibilità da introdurre nella regolamentazione delle emissioni di CO2 sulle automobili e, in modo ancor più urgente, sui veicoli commerciali. Su questo penso che ci sia un'unità di intenti", ha spiegato Filosa.

La seconda questione è il Made in Europe: "Nella nostra visione, pur potendo avere piccole divergenze sui dettagli, la visione comune è che il Made in Europe debba essere una regolamentazione che incentivi i costruttori e le imprese del settore che investono nel design, nella ricerca e sviluppo, nell'ingegneria locale, nelle fabbriche e nei fornitori europei".

Ora, però, è necessario che la Commissione europea si doti di una "regolamentazione effettiva". "Su questo penso che tutti, proprio tutti, siamo d'accordo: i tempi devono essere rapidi. Probabilmente qualche compromesso dovrà essere accettato dalle parti, ma adesso il tempo è essenziale", ha avvertito Filosa.

"L'accordo Ue-Cina sulle ibride va nella giusta direzione"

Intanto è arrivato un primo segnale positivo con l'accordo tra Ue e Cina per limitare l'import di ibride nel Vecchio Continente. "Dobbiamo ancora ricevere tutti i dettagli. Dobbiamo leggerlo, capirlo e poi eventualmente formulare un'opinione", ha spiegato l'ad di Stellantis. "Ci sembra un buon traguardo, perché è un primo passo nella direzione di creare una maggiore protezione per gli automaker europei. È una prima tappa di un percorso che deve arrivare a una regolamentazione robusta, chiara e pragmatica che incentivi chi fa veramente automobili in Europa".

In tal senso rientra, per esempio, la normativa sulle E-Car. Su questo tema, Filosa ha voluto sgombrare il campo da "un po' di confusione". "Quello che chiediamo all'Europa è una regolamentazione più flessibile per le piccole auto, diciamo sotto i 4,2 metri, elettriche e Made in Europe. La flessibilità che chiediamo è un supercredito. Significa che, nel calcolo della conformità agli obiettivi di CO2, chi investe in automobili piccole, elettriche e Made in Europe deve essere particolarmente premiato. Ma questo non significa che, senza quel supercredito, la vettura non sia omologabile. Non è un segmento a parte. È una vettura come tutte le altre. Non è una Topolino, non è un quadriciclo. È un'automobile".

"Quello che chiediamo, trattandosi di un progetto speciale, europeo, 100% elettrico e soprattutto di una vettura che venderemo a 15.000 euro, quindi nel cuore del problema dell'accessibilità economica dell'automobile in Europa, è un supercredito. In pratica, nel calcolo della compliance, ogni vettura di questo tipo dovrebbe contare un po' più di una vettura normale. Non stiamo dicendo all'Europa di inventare un nuovo segmento. Chiediamo flessibilità all'interno del segmento delle automobili per vetture da 15.000 euro, che nessuno fa più, elettriche, che sono quello di cui abbiamo bisogno per il futuro, ed europee, per preservare l'industria europea".

Mirafiori va bene, ma potrebbe fare di più

Ovviamente, sono stati affrontati anche temi direttamente collegati al futuro di Stellantis e del suo piano industriale. Non si è parlato solo dei concept presentati a Parigi (l'Alfa Romeo Cuorerosso, per dire, presenta "stilemi" che si vedranno sulla prossima vettura del Biscione prodotta a Melfi), ma anche del futuro delle fabbriche italiane.

Filosa si è detto "moderatamente soddisfatto" di quanto sta avvenendo a Mirafiori ("Non dico che i problemi siano stati risolti, ma alcuni numeri stanno andando nella direzione corretta"), anche se ha ammesso che il complesso torinese "potrebbe sicuramente fare di più, non lo nego, ma ha raddoppiato la produzione rispetto all'anno scorso e probabilmente chiuderà l'anno con questo risultato".

Quanto alle richieste dei sindacati di un secondo modello da affiancare alla 500, il dirigente, al contrario di quanto ha affermato Arnaud Belloni, neo responsabile di Fiat e Lancia, ha ribadito la necessità di "condizioni di competitività diverse", tra cui un "costo dell'energia competitivo" e una logistica differente per il sito. "Abbiamo bisogno che le autorità ci aiutino a creare i prerequisiti necessari per essere industrialmente competitivi, per fare di più con la produzione attuale e verificare se sia possibile studiare soluzioni aggiuntive".

"Per Mirafiori abbiamo bisogno di rassicurazioni sulle condizioni che possono renderlo industrialmente competitivo rispetto al resto d'Europa", ha sottolineato ancora Filosa, ricordando il "dialogo molto positivo" con il governo e le amministrazioni locali su diverse iniziative riguardanti tutti gli impianti italiani: "Speriamo di sbloccare le questioni ancora aperte e definire un nuovo livello di competitività per gli stabilimenti".

Cosa manca a Cassino e Melfi

Cassino, invece, rimane sempre il nodo più critico, ma il suo futuro "dipende molto da Maserati e dal piano che avremo a dicembre".

A Pomigliano poi è previsto l'arrivo di due nuovi modelli della piattaforma E-Car. Proprio a Parigi è stata svelata la concept Citroën 2CV. Non è stato, però, ancora definito il sito di produzione: "La E-Car ha la possibilità di essere prodotta in diversi stabilimenti, non soltanto in uno. Stiamo ragionando su dove la E-Car possa essere prodotta e su quale modello realizzare in ciascuno stabilimento. Non è necessario che venga prodotta in un solo impianto. Potrebbe essere prodotta anche in un paio di stabilimenti".

A Filosa abbiamo chiesto anche di Melfi e dell'insoddisfazione espressa di recente da alcuni operai sulle testate locali per un peggioramento delle condizioni di lavoro che non sono certo favorevoli alla produzione di veicoli premium. "Nessuna fabbrica è perfetta, nessun giorno. Ogni giorno ci sono attività da fare e miglioramenti da implementare. Non esiste la fabbrica perfetta in nessun costruttore. Esistono però fabbriche molto buone, come Melfi", ha spiegato l'ad di Stellantis, non senza far presente una criticità.

A suo avviso, "Melfi ha avuto un problema: è rimasta ferma per molto tempo e penso abbia perso circa il 70-80% dei volumi produttivi rispetto ai massimi. Quando una fabbrica produce poco, le persone sulla linea non hanno quel rapporto costante e diretto con il lavoro e, quando sono chiamate a tornare a produrre, possono commettere errori. Quando la produzione è bassa ci possono essere molte opportunità di miglioramento della qualità e delle condizioni di lavoro. Detto questo, Melfi ha ricevuto la Jeep Compass, la Lancia Gamma e la nuova DS. È una fabbrica che ha ripreso a funzionare. E insieme alla fabbrica hanno ripreso a funzionare anche i fornitori del parco industriale".

"Ho visitato Melfi mentre stavamo ultimando i prototipi di produzione della Jeep Compass e parlando con gli operai, i supervisori di produzione e il direttore dello stabilimento ho trovato molto entusiasmo e ottimismo per il futuro", ha precisato ancora l'amministratore delegato.

A Filosa abbiamo rivolto un'altra domanda: le nuove produzioni di Alfa Romeo e Maserati saranno esclusivamente italiane? "Per Maserati non faccio anticipazioni, perché ne parleremo a dicembre. Maserati è un marchio italiano, ha due fabbriche, Modena e Cassino, che purtroppo hanno livelli produttivi inferiori a quelli che dovrebbero avere, perché in questo momento manca il prodotto", ha replicato. "Alfa Romeo è un marchio già più aperto a essere europeo e globale. Credo che Alfa Romeo sia venduta in 70 Paesi nel mondo e oggi sia prodotta in Italia, ma non soltanto in Italia, come sapete bene. Non è sempre corretto mettere insieme Alfa Romeo e Maserati quando si parla di produzione e di industria".

Una cosa è certa per il Tridente. A chi parla di ritardi nella presentazione del piano, Filosa risponde chiaramente che "ci stiamo prendendo il tempo necessario per farlo bene. So quanto sia importante non sbagliare più con Maserati. Non abbiamo altre opportunità. Dobbiamo farlo bene. Deve funzionare. Vogliamo arrivare con un piano strategico del quale siamo convinti e spero che a Modena, a dicembre, riusciremo a convincere anche voi".




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