Gli spunti di riflessione sono molteplici. Da un lato, il prezzo appare realmente competitivo rispetto a quanto proposto finora dalla Ford nel segmento delle elettriche. Dall'altro, il debutto arriva in un momento particolarmente difficile per il settore. La Casa americana ha infatti visto ridursi drasticamente le consegne della Mustang Mach-E e della F-150 Lightning dopo la fine degli incentivi, uno scenario che accomuna anche altri costruttori statunitensi.
Il Ford Fathom nasce da un progetto completamente nuovo e utilizza la piattaforma modulare Universal Electric Vehicle (UEV), destinata a dare origine a numerosi modelli. L'architettura è stata sviluppata per introdurre un innovativo processo produttivo "ad albero", con tre linee che lavorano in parallelo e convergono soltanto nella fase finale dell'assemblaggio. Una sarà dedicata alla sezione anteriore, una a quella posteriore e la terza alla struttura portante composta da batteria, telaio e abitacolo. Al momento non sono stati diffusi dettagli relativi a motori e accumulatori, ma è già emerso che potrebbero essere previste almeno due diverse capacità per le batterie.
Secondo i dati riportati dal Wall Street Journal, la Ford punta a raggiungere una produzione di 100.000 esemplari all'anno. Jim Farley ha inoltre confermato che ogni veicolo sviluppato sulla nuova architettura dovrà raggiungere la redditività entro un anno dal lancio e risultare competitivo sul fronte dei costi rispetto ai principali leader del settore.
La strategia è strettamente legata alla crescente pressione esercitata dai marchi cinesi sul mercato globale delle elettriche. Non a caso, Farley aveva già proposto nei mesi scorsi la creazione di joint venture simili a quelle richieste in passato dalla Cina alle Case occidentali, con l'obiettivo di proteggere l'occupazione nelle fabbriche statunitensi e rafforzare la competitività dell'industria nazionale.