Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha emanato il decreto direttoriale per l'erogazione di una parte importante del cosiddetto Fondo Automotive, varato con un Dpcm lo scorso giugno. Il provvedimento, infatti, stabilisce i contorni delle agevolazioni appositamente destinate a sostenere progetti di innovazione tecnologica dell'industria delle quattro ruote.
In particolare, secondo quanto indicato dal dicastero in una nota, il decreto conta su una dotazione di 631 milioni di euro, che saranno messi a disposizione delle imprese della filiera per "progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevante impatto tecnologico".
"Con queste risorse sosteniamo ricerca, innovazione e tecnologie avanzate per la competitività della filiera automotive, accompagnando le imprese nello sviluppo di nuovi veicoli e componenti e nella riconversione verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, anche a potenziale dual-use", ha commentato il ministro Urso.
Il decreto direttoriale definisce anche l'apertura, in modalità digitale, dello sportello per la richiesta delle agevolazioni: aprirà alle ore 10 del prossimo 25 novembre e sarà gestito da Mediocredito Centrale, in qualità di gestore del Fondo Crescita Sostenibile, insieme a primari partner bancari e scientifici. Le domande potranno essere inviate attraverso la piattaforma online dedicata.
Potranno accedere allo sportello le imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, incluse quelle artigiane, e i centri di ricerca. Questi ultimi potranno partecipare ai progetti congiunti in qualità di co-proponenti.
Le agevolazioni, per il 40% destinate ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia), saranno concesse sotto forma di contributo diretto per le spese ammissibili, nei limiti del 50% per la ricerca industriale e del 25% per lo sviluppo sperimentale e, eventualmente, nella forma del finanziamento agevolato nel limite del 20%.
Un incremento del contributo diretto alla spesa, nella misura di 10 punti percentuali per le piccole e medie imprese e gli organismi di ricerca e di 5 punti percentuali per le grandi imprese, potrà essere riconosciuto per i progetti presentati in forma congiunta, attraverso una collaborazione tra almeno un'impresa e uno o più organismi di ricerca. L'incremento dovrà comunque rispettare i massimali prescritti a livello UE.
I progetti dovranno prevedere costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro. Tra le spese rientrano quelle per il personale impiegato in ricerca e sviluppo, per gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, per i servizi di consulenza, per l'acquisizione o l'ottenimento in licenza dei risultati della ricerca, dei brevetti e del know-how, nonché, in forma forfettaria, le spese generali e i materiali relativi allo svolgimento del progetto.
Infine, il decreto stabilisce che, qualora i fondi stanziati non risultassero sufficienti per ammettere tutti i progetti presentati, il Ministero predisponga una graduatoria sulla base del punteggio ottenuto in relazione ad alcuni indicatori aziendali di solidità economico-finanziaria.