Bollo auto, stop nel 2027 per milioni di veicoli: ecco chi sarà esentato


Data inizio: 16-09-2026 - Data Fine: 16-11-2026


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“Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”. Con queste parole la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato, nel pomeriggio del 16 settembre, l'abolizione del bollo auto per il solo 2027. In realtà non si tratterà di una vera e propria abolizione, ma di un'esenzione una tantum che riguarderà solo le persone fisiche e solo una parte del circolante: le auto di potenza fino a 80 kW (109 CV) regolarmente assicurate - circa 13,2 milioni di auto in circolazione - e tutte le moto. Complessivamente, circa 14,5 milioni di veicoli. Ma vediamo nel dettaglio come funzionerà.

Bollo auto 2027: come funziona l'esenzione

Riguarderà tutti i pagamenti della tassa automobilistica da effettuare tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Dunque un solo “bollo”.

 

Chi ha diritto all'esenzione del bollo auto

Persone fisiche intestatarie di un veicolo regolarmente assicurato. Sono escluse le persone giuridiche, ossia le aziende.

Quali auto non pagheranno il bollo nel 2027

Saranno esentate dal pagamento solo le auto alimentate a benzina e gasolio, anche ibride elettriche e a GPL (il testo specifica “anche in combinazione con altra fonte di propulsione”), con potenza del motore fino a 80 kW. Escluse, dunque, le vetture elettriche.

Attenzione: se la stessa persona fisica ha più auto che rientrano nell'agevolazione, l'esenzione è riconosciuta solo a quella con la potenza più bassa. In caso di pari potenza, l'esenzione è applicata all'autovettura per la quale risulta dovuto, in assenza dell'agevolazione, l'importo meno elevato della tassa automobilistica (ricordiamo che la tassa dipende non solo dalla potenza, ma anche dalla classe di emissioni Euro).

Moto e ciclomotori: chi non pagherà il bollo

Tutti i proprietari di motocicli e ciclomotori saranno esentati dal bollo 2027, ma solo se non risultano intestatari di auto con potenza fino a 80 kW.

Se la stessa persona fisica ha più motocicli agevolabili, l'esenzione è riconosciuta solo a quello con minore potenza espressa in kW. Anche nel caso delle due ruote, in caso di pari potenza l'esenzione è applicata a quello che pagherebbe il bollo di importo più basso in assenza di agevolazione. E se comunque risulteranno più mezzi agevolabili, l'esenzione sarà riconosciuta a quello più anziano (“con data di prima immatricolazione più remota”).

Quanto costa allo Stato l'esenzione del bollo auto

Per compensare la riduzione di introiti, lo Stato girerà alle regioni 2.293,5 milioni di euro. Gli importi esatti spettanti a ciascuna amministrazione regionale e alle due Province autonome saranno stabiliti, entro il 31 marzo 2027, con decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze. Complessivamente, l'operazione costerà alle casse dello Stato 2.362 milioni.

Obiettivo: esenzione permanente

Durante la conferenza stampa con la quale la premier Meloni, i due vice Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti hanno illustrato il provvedimento, il titolare del dicastero di XX Settembre ha annunciato l'intenzione di rendere strutturale il taglio del bollo per le auto meno potenti: “Pensiamo che questa misura, che nasce in una situazione emergenziale, diventi strutturale”. Una parola, “strutturale”, che poco prima avevano pronunciato sia Meloni sia Tajani sia Salvini”.

Esenzione del bollo e taglio delle accise: cosa cambia

L'esenzione-bollo per un anno sostituirà il taglio straordinario delle accise sul gasolio, finora costato oltre 2 miliardi di euro, che lo stesso decreto del governo proroga fino al 5 ottobre in due fasi: dieci centesimi in meno per una settimana, poi 5 centesimi in meno fino al 5 ottobre, appunto. A partire da quella data, però, scatteranno le cosiddette accise mobili, ossia il meccanismo in base al quale i maggiori proventi Iva per lo Stato derivanti dall'aumento del prezzo dei carburanti saranno interamente destinati a ridurre l'accisa sul gasolio mantenendo invariato il gettito fiscale complessivo.

Come è nata la proposta di esenzione del bollo auto

L'ipotesi era nell'aria da tempo, da quando ne parlò, a metà giugno, il presidente di centrodestra della Regione Calabria Roberto Occhiuto, seguito a fine luglio dal vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e, pochi giorni dopo, dal presidente di centrodestra della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

La tassa automobilistica, infatti, pur essendo disciplinata da una legge nazionale che risale al 1953, è attribuita alle Regioni e alle due Province autonome di Trento e Bolzano e complessivamente vale circa 7,4 miliardi di euro, risorse con le quali gli enti locali finanziano la sanità.




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