Ferrari è una macchina da utili senza pari all'interno dell'industria automobilistica globale: neppure i diretti concorrenti riescono a raggiungere i livelli di redditività registrati a Maranello negli ultimi anni. Basta un dato per capirlo: la Casa emiliana guadagna oltre 100 mila euro su ogni singola vettura commercializzata.
È un indicatore chiave in vista di uno degli appuntamenti più delicati del prossimo futuro. Il 21 maggio 2026, a Roma, sarà svelata la Luce, la prima elettrica del Cavallino Rampante. Come ha spiegato l'amministratore delegato Benedetto Vigna, la nuova creatura "è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica". Ed è, probabilmente, la scommessa più impegnativa mai affrontata da Maranello, che però si basa su conti molto precisi.
Ferrari può permettersi di rischiare con la Luce proprio grazie a una redditività senza rivali. La società fornisce una ripartizione dei ricavi tra vendita di auto e ricambi, sponsorizzazioni e proventi commerciali, oltre ad altre attività come la gestione del circuito del Mugello o la fornitura di motori in Formula 1. Non è però noto il contributo di ciascuna voce alla redditività complessiva.
Limitandosi alle attività operative, nel 2025 Maranello è riuscita ad aumentare l'utile per vettura da 137.289 a 154.692 euro, spinta dal continuo miglioramento dei prezzi medi e dal contributo crescente delle personalizzazioni. Non a caso, Ferrari è diventata un punto di riferimento per tutto l'alto di gamma.
Guardando ai profitti netti, l'utile unitario ha raggiunto 117.302 euro, contro i 110.966 del 2024. Il trend è confermato anche nel primo trimestre dell'anno in corso: l'utile operativo per vettura è salito da 153.151 a 159.488 euro, mentre quello netto è passato da 116.417 a 120.198 euro. Numeri che raccontano più di qualsiasi slogan la forza del marchio Ferrari e la disponibilità della clientela a pagare.
Il confronto con Lamborghini è emblematico: nel 2025, a livello operativo, il marchio di Sant'Agata Bolognese ha guadagnato 70.531 euro per vettura, meno della metà rispetto a Maranello.
In altre parole, Ferrari può contare su una base di clienti estremamente facoltosa e fedele, pronta a seguire il marchio anche su territori inesplorati. Ed è qui che entra in gioco la Luce, in un contesto di mercato che oggi appare tutt'altro che ricettivo verso le supercar elettriche, come dimostrano i rallentamenti di Lamborghini, Rimac o Bentley.
Vigna, però, ha chiarito la visione: “Noi siamo convinti che i leader restano tali solo se osano e usano la tecnologia nuova per generare emozioni nuove o diverse”. Un messaggio netto: a Maranello non c'è alcuna intenzione di fare passi indietro.
Anche il prezzo della Luce parla chiaro. Le indiscrezioni indicano una forbice tra tra 500 e 550 mila euro, poco sopra Purosangue, che parte da circa 445 mila euro ed è sold-out da mesi. Un risultato ottenuto nonostante lo scetticismo iniziale, poi smentito dai fatti.
La Luce punta a creare un segmento a sé, oggi inesistente, rivolgendosi soprattutto a collezionisti e appassionati storici, disposti a tutto pur di guidare la prima elettrica Ferrari.
Vigna ha parlato di oltre 60 brevetti legati alla Luce, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, fino a volante, display e interfaccia utente. “Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata in modo innovativo”, ha sottolineato il CEO.
I costi di sviluppo non graveranno solo sulla Luce, ma potranno essere ripartiti su futuri modelli, migliorando la redditività complessiva.
Nel frattempo, Ferrari ha già ottenuto un risultato fondamentale: ha generato un hype enorme. L'attesa è altissima, come ha ammesso lo stesso Vigna parlando di grande curiosità da parte dei clienti, storici e potenziali.
Sul piano finanziario, infine, Ferrari può contare su fondamenta solidissime. Nel 2025 i flussi di cassa operativi sono cresciuti da 1,03 a 1,54 miliardi di euro, a fronte di investimenti per 950 milioni. L'indebitamento industriale netto era di appena 32 milioni, nonostante riacquisti di azioni proprie e dividendi per oltre 1,3 miliardi.
In buona sostanza, Ferrari ha risorse più che sufficienti per assorbire l'intera avventura della Luce, che si tratti o meno di una hit rivoluzionaria. E in caso di successo, gli effetti sul fronte finanziario potrebbero essere ancora più sorprendenti. Non ci vorrà molto sapere come andrà a finire: la Luce sarà svelata a Roma il prossimo 25 maggio.