Proprio su questo punto ha insistito Daisuke Toyoda, senior vice president di Woven by Toyota, la sussidiaria che si occupa delle tecnologie per la mobilità e dello sviluppo del software per i veicoli del marchio, dalla guida autonoma ai sistemi di sicurezza.
Il manager ha ribadito la volontà di creare una piattaforma proprietaria per salvaguardare il know-how produttivo, rispettare gli standard industriali dell'azienda e, soprattutto, mantenere il controllo delle scelte strategiche.
Toyoda ha inoltre sottolineato che l'adozione dell'IA nelle fabbriche non comporterà tagli occupazionali. Al contrario, i sistemi intelligenti supporteranno i lavoratori nelle attività quotidiane, contribuiranno alla formazione delle nuove reclute e analizzeranno i flussi produttivi per migliorarne l'efficienza.
L'iniziativa - dal costo non ancora annunciato - prenderà forma in un nuovo centro di ricerca a Woven City, la città-laboratorio realizzata da Toyota sul sito di una ex fabbrica. Popolata da “Inventori” (startup e istituti di ricerca) e da alcuni dipendenti dell'azienda con le loro famiglie, rappresenta l'ambiente in cui vengono testati veicoli e soluzioni di mobilità del futuro.
Qui è già operativo il Woven City AI Vision Engine, un foundation model pensato per svolgere un'ampia gamma di compiti. Attraverso dati visivi, comportamentali e ambientali raccolti da telecamere, veicoli e utenti, il sistema consente alla città di interpretare il mondo reale in tempo reale, individuare potenziali rischi e coordinare la risposta dei diversi sistemi connessi.